mercoledì 7 giugno 2017

REVIEWS FOR "...FROM THE TWILIGHT ZONE"




RIFF RELEVANT (USA): https://www.riffrelevant.com/2017/06/21/bretus-from-the-twilight-zone-review-track-streams/

One of my favorite traditional styled doom bands, Italy’s Bretus, will soon return with a brand new offering in this month of June. That offering is entitled ‘...From The Twilight Zone‘ and it will arrive via the Endless Winter label.

To get a bit further into the details, the new release is a conceptual album, where each song is inspired by a classic horror film. Bretus, or more specifically, guitarist and vocalist Ghenes, vocalist Zagarus, bassist Azog, and drummer Striges are the ideal band and players for such a grand undertaking (in my opinion).

I say such because Bretus, who are in their seventeenth year of existence this year, have always steeped themselves in occult images and lyrics. One need only refer to 2015’s ‘The Shadow Over Innsmouth’, 2014’s self-titled LP, or 2012’s ‘In Onirica‘ to grasp this reality.

The descent into the unknown begins here with a thunderstorm, acoustic music and some eerie organs as ‘Terror Behind The Mirror‘ unfolds. It suddenly breaks into a monstrous riff and tumult of drums and organ stills. Once on keel, some very animated vocals cue in, as the music reaches a very Sabbath-y vibe. See, Black Sabbath are where most of our doom originates and the boys from Bretus are clearly disciples of such.

Take the full-on doom deluge delivered via tracks ‘ln The Vault‘, the amazing ‘Murder‘ and ‘The Creeping Flesh‘. The latter two are just stellar, stand out songs with Murder being a very uptempo throwback to the days of proto-doom. It powers away like some careening locomotive and then breaks into fiercely bluesy grooves.

The Creeping Flesh starts with a rather appropriate film sample, before delving into somewhat furious metallic styling. It may just be me, but I get a certain Mercyful Fate/King Diamond feel from this song, along with some other moments on the album. That, of course, is a damned fine thing, too.


Several of those moments permeate the ‘Old Dark House‘, a true doom epic sounding song. The section where the vocals take the spotlight, while the music dies down, becoming barely audible and sparse is grandiose. The song is followed by one of the more experimental, well textured tracks here, ‘Danza Macabra‘. Another heavy cut that delves into slower-paced doomy excess, laden with beautifully melancholy melodics.

Things end on the new album with the magnificent instrumental ‘Lizard Woman‘, a lengthy foray into doom psychedelia. Thunderous bass lines rumble throughout the song, before it takes on an enthralling rhythmic path. Lighter acoustic touches enhance things nicely, as do the organs and synth flourishes. They enter heavily mid-way after some fiery guitar antics. Oh, and the instrumental designation maybe challenged since there are some very basic, airy and eerie, trippy as hell vocalization touches laid down for a brief moment.

Just as they have always done, Bretus are the living, breathing embodiment of modern doom with traditional influences. ‘…From The Twilight Zone‘ continues that tradition with formidable heaviness and great grooves.

They take inspiration from what has come before and instill it with their own superb styling. The result is another intense, powerful album from the always bad-ass Bretus!


METALYES-IYEZINE: http://metaleyes.iyezine.com/bretus-from-the-twilight-zone/

Ritornano i calabresi Bretus, una delle migliori band italiane in ambito doom.

La loro proposta musicale è un doom classico, cantato con timbro chiaro e possente, e poche distorsioni strumentali, seguendo la lezione di St.Vitus e Pentagram.
Per fare questo genere minimale e renderlo interessante devi avere delle specifiche caratteristiche che non sono alla portata di tutti. I Bretus tengono incollato l’ascoltatore alla poltrona dall’inizio alla fine, non lasciando mai scendere la tensione, come nelle storie horror che loro adorano. Ispirati nella loro opera dal sommo vate di Providence, per questo nuovo disco esplorano i territori di …From The Twilight Zone, una serie televisiva americana del 1959 che esplorava in maniera incredibile la fantascienza e l’orrore, tenendosi sempre vicina alla sottile linea che divide il nostro mondo da altri mondi e multiversi. Il doom dei Bretus in questo disco si addolcisce leggermente e va a bagnare gli strumenti nei fiumi ottantiani del doom americano ed inglese, trovando una formula vincente, perché ogni canzone è interessante e godibile. Il disco è oscuro ma non è una tenebra fine a se stessa, bensì è una luce diversa per capire la realtà in un’altra maniera, o per cominciare a scorgere le altre che ci circondano. Ascoltare dischi come …From The Twilight Zone smuove qualcosa nel cuore di chi ama il doom e più in generale la musica oscura ma fatta bene. In alcuni momenti ritornano all’orecchio reminiscenze dei grandi del doom, come i Candlemass ad esempio, ma ascoltando il disco si comprende la via personale adottata dai Bretus, un modo originale di fare doom. Il disco può anche essere goduto come un film, poiché c’è un filo conduttore nella narrazione. I Bretus con questo disco si confermano un ottimo gruppo doom che non sbaglia un disco.



METALWAVE: http://www.metalwave.it/recensione.php?id=7845

Fondati nell’anno 2000 i Bretus, band horror doom calabrese, rilascia per l’etichetta Endless Winter il suo terzo full lengh intitolato “..From the Twilight Zone” preceduto anche da diverse uscite in 7’’ split e MCD. Particolare quanto accattivante è lo stile della band che con le proprie tendenze oscure rende ancora più sinistro e cupo l’intero clima che si respira nel corso dell’ascolto. Il doom realizzato dal quartetto è nitido, pulito con le andature caratteristiche del genere, mai sopraffatte da effetti o da quanto possa offuscare il classico sound doom. Moderazione ed andature lente che ti affondano i timpani come una lama che recide la pelle è a poco a poco in sostanza il senso horror che viene trasmesso. La parte clean dalla multiforme interpretazione, si trova a suo perfetto agio tra le melodie che vengono a susseguirsi nei sette brani proposti spesso alternati nel loro interno da arpeggi e da atmosfere inquietanti. “Terror Behind the Mirror” è forse l’esempio migliore di come la band voglia fare colpo sull’ascoltatore: una breve atmosfera introduttiva horror e subito dopo un pacato arpeggio in anticipo ad un’andatura splendida realizzata con un motivo avvincente; segue “In The Vault”, classica andatura doom inarrestabile, all’interno della quale lo splendido cantato rende quella giusta atmosfera tra sofferenza, paura e disperazione; è poi la volta di “Old Dark House” e della successiva “Danza Macabra”, due esempi diretti quanto significativamente coinvolgenti, soprattutto il secondo per il particolare doom acustico oscuro, opaco, triste ma splendido allo stesso tempo; “The Murder” si orienta invece su un doom con qualche richiamo a potenti riff più hard rock ed annessa andatura; “The Creeping Flesh” altro incredibile brano che con la conclusiva “Lizard Woman”, dalla proposta iniziale molto settantiana e con un evolversi tutto da ascoltare, fanno di questo disco un ottimo lavoro su cui fare pieno affidamento materializzando un’altrettanta meritata promozione della band.




DOOMBRINGER (BRAZIL):https://doombringerbr.wordpress.com/2017/06/06/bretus-from-the-twilight-zone/

“… From the Twilight Zone” é o terceiro álbum de estúdio da banda italiana Bretus, lançado via Endless Winter Records. Seguindo os passos de seus antecessores, o álbum reúne toda aquela atmosfera de horror complementada pelo conteúdo lírico que aborda temas relacionados ao misticismo e influências das obras de H.P. Lovecraft.

A banda se mantém fiel ao estilo old school e tradicional do Doom Metal, com influências de nomes como Reverend Bizarre, Sain Vitus e Black Sabbath. E por mais que muitas bandas sigam essa abordagem a Bretus consegue ser uma das mais equilibradas, a banda sabe como introduzir suas influências mas sem se manter presa às mesmas, as percepções e ideias de como a banda deseja conduzir sua música também estão presentes.

Em “… From the Twilight Zone” a banda entrega um repertório que passa por faixas mais imediatas como a abertura “Terror Behind the Mirror”, que conta com uma passagem acústica interessante, ou “The Murder”, de longe a faixa mais intensa do disco.

A dedicação da banda é colocada em evidência ao decorrer do trabalho, o esforço para criar composições mais elaboradas resulta em faixas como “Danza Macabra” e “Lizard Woman”, essa última repleta de progressões incríveis e uma riqueza de detalhes. E ainda destaco “In the Vault” e “Old Dark House”, as faixas que mais me agradaram no álbum.



SALAD DAYS MAGAZINE: http://www.saladdaysmag.com/bretus-from-the-twilight-zone/

Doomster calabresi, dal forte richiamo evocativo e dalle sonorità sinistramente horror: è con queste premesse che i Bretus si presentano. Il loro nuovo lavoro, ispirato fin dal titolo dell’album ‘…from the Twilight Zone’ alla omonima serie statunitense di fine anni 50, è composto da 7 songs, dove le influenze doom di band anni 80 si intrecciano a meraviglia nei riff chitarristici di Ghenes, nei marziali ritmi rompi ossa del basso di Azog, nel drumming preciso di Striges: il tutto si amalgama perfettamente nel pathos che le vocal di Zagarus infonde come un sapiente mistico, che richiama ed evoca dal profondo innominabili e arcani misteri. Brani articolati dal minutaggio medio di 5 minuti si susseguono talvolta iniziati da arpeggi, altre volte da schegge filmiche o brusii di presenze primordiali; i brani ci immergono in atmosfere che la band di Catanzaro riesce a organizzare in modo magistrale. Analizziamo per es. ‘In The Vault’: la pièce si snoda in un iniziale riff heavy/super doomy davvero micidiale, la voce fa da contraltare con un doppio stile evocatorio/inquisitorio, poi un sorta di intro a metà pezzo che è come una svolta, un presagio ad un riff che sfocia in un assolo NWOBHM style da far accapponare la pelle, poi un travolgere e ritornare sui propri passi, infine un tocco di campana. Imperioso. Siamo di fronte ad un album intrigante pieno di stile, di idee e ben congegnato. A giugno fuori per la russa Endless Winter.


PURORUIDO (ARGENTINA) : https://puroruido.blogspot.it/2017/06/bretus-from-twilight-zone.html

Con Bretus tengo una relación que viene casi desde el comienzo de la historia discográfica del grupo. El casi no es casual, pues en realidad los conocí cuando sacaron "In Onirica", su muy buen primer disco full, allá por el año 2012. Hice la reseña del disco y comencé a tener contacto con la banda, quienes me pasaron los links para descargar y escuchar los trabajos previos, el Demo del año 2008 y el EP autotitulado del 2009. Antes de que el segundo disco de la banda ("The Shadow over Innsmouth", del año 2015) viera la luz, yo ya lo había recibido en mi cuenta de e-mail. Entusiasmado por los resultados obtenidos en los trabajos previos, me lancé de cabeza a escuchar el segundo larga duración de la banda de Catanzaro. No encontré lo que buscaba pues Bretus habían cambiado. Seguían tocando Doom Metal (y creo que jamás van a dejar de hacerlo), pero ya no era aquel Doom monolítico, hipnótico y ultra pesado de "In Onirica". La banda había virado hacia un Doom más anticuado, habían viajado hacia los orígenes del género, adoptando como propio un sonido añejo, estructuras y atmósferas de corte 70's, e incorporando influencias de bandas como Cirith Ungol, Manilla Road y Witchfinder General. El resultado no fue el mejor, algo propio de un disco de transición. No era, ni es, un disco malo; sería injusto calificarlo de tal manera cuando tiene unos cuántos momentos muy logrados. Pero le faltaba el poder y la consistencia de su antecesor. Recuerdo que en aquel momento pensé que Bretus estaban buscando un nuevo rumbo, y que aun no habían llegado al camino, sino que recién estaban en el (nuevo) punto de partida.
Dos años después de "The Shadow..." aparece el tercer disco full de la banda italiana en cuestión (en el medio lanzaron un split junto a Black Capricorn). "...from the Twilight Zone" sigue la misma línea que se predecesor, pero las diferencias son notorias. Bretus han vuelto a ser una verdadera potencia dentro del mundo del Doom Metal. Manteniendo intacto el estilo encarado en el disco del 2015, la banda demuestra haber ajustado todas las tuercas, aceitaron cada uno de los engranajes de la maquinaria, y pusieron énfasis en un detalle que no es menor: las composiciones. Es por eso que éste nuevo trabajo de la banda de Ghenes (guitarra) es un buen disco de principio a fin.
Las atmósferas típicas de las películas y series de horror y ciencia ficción de los 60's y 70's (basta con ver el nombre del disco), más la consabida influencia de los filmes de la Hammer a la que son afectas este tipo de bandas. Los riffs clásicos, anticuados ya desde el sonido y las estructuras, pero sonando frescos por la naturalidad con son ejecutados. Los ritmos lentos que tienden a irse hacia el medio-tempo, fluidos y con mucho groove. Las entonaciones de Zagarus jugando siempre con la locura, emitiendo gritos que hacen pensar en alguien al borde de la demencia, pero luego volver a cantar con firmeza y dureza, y sin perder de vista la melodía de la canción. El bajo sosteniendo el pulso rítmico de la banda con simpleza y melodía a la vez, tal como las primeras bandas de Heavy Metal. Todo aquí suena muy familiar, pero, a la vez, suena auténtico. Mientras muchas bandas se hunden en su obsesión por sonar retro, perdiendo de vista lo más importante de todo (las canciones), a Bretus les sale con mucha facilidad eso de sonar añejos, como si realmente fueran una banda de los 70's.
"...from the..." no es un disco de grandes canciones, pero sí es un disco que entretiene en todo momento, apoyándose en la homogeneidad y la magia para mantener atento al oyente. Así y todo, no dudo en elegir a "The Lizard" como lo mejor de la placa, pues Ghenes exhibe en dicha pieza lo mejor de su repertorio, que no es poco. Es que éste guitarrista, lejos del virtuosismo estéril, entiende a la perfección que lo simple puede ser bello y oscuro a la vez, y que no hace falta caer en lo rebuscado para sonar atractivo al oído.
Ahora sí, puedo confirmar que "The Shadow..." fue un disco de transición. Hoy puedo decir que Bretus sigue siendo una de las tantas buenas bandas italianas de Doom Metal, una de las que se pueden tildar como Emblemáticas dentro de dicha escena. En otras palabras, puedo decir, sin temor a equivocarme, que el tercer larga duración de Bretus es un buen disco.


INDY METAL VAULT (INDIANA) : http://www.indymetalvault.com/2017/06/19/album-review-bretus-from-the-twilight-zone/

Bretus’s third full-length album sees the Italian group adhering to their established meat and potatoes approach to traditional doom metal. The guitar takes center stage with a riff style and tone reminiscent of The Gates of Slumber and Place of Skulls while the rhythm section provides a basic but sturdy foundation. In addition, the pulp horror theatrics are aided by a flamboyant vocal performance that is a dead ringer for Reverend Bizarre. These elements were in full force on Bretus albums past but …From the Twilight Zone may be their strongest usage of them thus far.

This album’s biggest source of strength in comparison to previous efforts is its polished production job. While Bretus has always been a melodic doom band making its best assets known, there’s a lot more clarity on here that makes the riffs even punchier and gives the bass a more melodic backbone. The vocals also sound a lot more confident than before, reinforcing the idea that the improvements are based on more than a mere superficial makeover.
It also helps that the songwriting has a lot of variety to it. The riffs and vocal lines aren’t always the most attention grabbing but each song finds a way to stand out. “Terror Behind the Mirror” is the strongest track thanks to its acoustic opening transitioning to its bombastic riff set in an appropriately sinister fashion though the borderline balladry on “Danza Macabra” makes it another highlight. Also, a Tony Danza-themed doom band called Danza Macabra seriously needs to be a thing…

Bretus may not be at the heights of the doom metal pantheon just yet but the improvements on …From the Twilight Zone suggest that they may well be on their way there. Fans of the genre are sure to find this to be a pleasant listen that highlights everything there is to love about old school doom. And in a scene that is stereotyped for its emulation of Black Sabbath and Electric Wizard, I’ll be more than happy to try out a Pentagram rip-off any day!

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